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lunedì 25 febbraio 2013










la violenza degli oppressori, che li disumanizza, non instaura un'altra vocazione, quella di "essere di meno". l'essere di meno, come distorsione dell'essere di più, porta gli oppressi a lottare, prima o poi, contro coloro che li hanno resi "di meno". tale lotta ha senso solo quando gli oppressi, cercando di recuperare la loro umanità (il che è un modo di crearla) non si sentono ideologicamente oppressori degli oppressi, e non lo sono, di fatto, ma divengono restauratori dell'umanità degli uni e degli altri. ecco il grande compito umanista e storico degli oppressi: liberare se stessi e i loro oppressori. paulo freire





così ho cenato il 3 febbraio. e fatto cenare. a dire il vero anche pranzare il giorno dopo.
so bene di poter fare meglio. e che il meglio cui io posso pensare può essere superato.
per questo sono felice oggi. perchè forse ho davvero inaugurato una serena e catartica convivenza con la frustrazione.






giovedì 17 gennaio 2013







ricorda: nessuno guarisce dalla propria infanzia. zerocalcare




esatto. dunque: valorizzazione onesta di quanto sta stipato nei cassetti e negli armadi della memoria, interviste acritiche ed indiscrete a chi ci conosce ed a chi si incrocia, presa in considerazione di quanto di più surreale la testa ci chieda di approfondire, tuffi e nuoto libero in quanto capita. il tutto tenendo carico il cellulare nel caso sia necessario contattare ambulanze. ed il tutto tenendo conto che domani presto o tardi ci si sveglierà. e sarà domani.
oggi taglio le cose con il coltello.
polaroid.





mercoledì 26 dicembre 2012







il coniglietto di velluto chiese "che cosa vuol dire vero?"
ed il coniglietto chiese "fa male?"
ed il cavallino di cuoio rispose "a volte."
"succede all'improvviso?"
"ci vuole molto tempo, di solito prima di diventare vero avrai perso quasi tutto il pelo a furia di carezze, ti si saranno staccati gli occhi, le giunture non ti funzioneranno più ma di questo non ti importerà niente, perchè quando sei vero non puoi essere brutto. non per quelli che capiscono.".
margery williams.




denti rotti e lingua che sanguina.
giorni fa mi annotavo che sognare è un'arte. è saper sognare.
e che credo si possa imparare.
ma anche che ci si debba esercitare.





venerdì 23 novembre 2012












nel frattempo ..
inventando cose che da qualche parte di sicuro esistono già
-maiononloso-
mi sento un genio.
il pericolo del biscotto salato nato sabato scorso è che crea dipendenza.
dunque ho da fare un po' di attenzione, visto che mi fa accendere il forno
e 'bollettadelgas' è quello che mi alleno da qualche tempo a far diventare un sensato intercalare..

ma poco male finchè posso, perché questo medaglione è un provocatore di sorrisi tanto è buono.
ed è anche un doppio promemoria:
1° non c'è solo un modo per fare abbastanza qualsiasi cosa
2° l'idea che ci si fa di una cosa, non sempre corrisponde al sapore che ha







lunedì 20 agosto 2012








nessuno può farti sentire infelice se tu non glie lo consenti. franklin delano roosevelt




conti tondi. alcuni fattibili con un pallottoliere, altri con una bilancia. per altri ancora bastano gli occhi.





mercoledì 1 agosto 2012






molti danno agli altri ciò di cui avrebbero maggiormente bisogno per se stessi. oscar wilde




scatole dentro scatole dentro scatole. basta continuare a poter aprire finestre dopotutto.





lunedì 2 luglio 2012





"che ragione c'è di continuare a pensare a quello che avremmo o non avremmo potuto fare per controllare il corso che la nostra vita ha preso? è sufficiente che almeno tentiamo di offrire il nostro piccolo contributo a favore di qualcosa di vero e di degno. e se alcuni di noi sono pronti a sacrificare molto, nella propria vita, per perseguire tali aspirazioni, ciò sicuramente rappresenta in sé, quali che siano i risultati che ne derivano, motivo di orgoglio e di felicità" . kazuo ishiguro




oggi, un signore di una certa età mi si è avvicinato e, scusandosi per l'indiscrezione, mi ha chiesto se sono italiana. ora: la versione di me interpellata in quel momento è la versione stoservendodaoreilpranzoadecinedipersonechefesteggianounadunatadomenicaleallalpeggioècaldosperodinonsvenirechenonmisaltinoipuntichehoinboccasperodinonromperenulladinonrovesciarequalcosaaddossoaqualcunoevelocechehaialmenoaltrequattrocosedafareentroiprossimicinqueminutiestaarrivandogente. "sì, sono italiana" "ma originaria di qui?" sorrido "sìsì" "ma dae bande nostre proprio?" (trad. ma proprio delle nostre parti? ) annuisco e finalmente si spiega: mi dice che è strano perché sono gentile e sorrido.





venerdì 20 aprile 2012






il dialogo può diventare una risorsa, anziché una penosa necessità o un prezzo da pagare (..) , solo se siamo genuinamente interessati a ciò che distingue l'altro e lo rende partecipe di tradizioni che hanno dato soluzioni diverse dalle nostre ai problemi della condizione umana. giuseppe mantovani




indosso gli occhi di bukowski, recupero il vino e faccio i pop corn. oggi ho bisogno di sedermi e guardare le ombre in fondo alla caverna.




giovedì 18 novembre 2010








tutto ciò che facciamo è autoritratto (..). persino il motivo che ti spinge a scegliere una particolare scena sei tu (..). l'unica cosa che un artista può fare è descrivere la sua faccia. sei condannato ad essere te stesso. (..) ogni cosa è un autoritratto. ogni cosa è un diario. estrapolazione a singhiozzo.





niente latticini, niente lieviti, niente uova. solo vino, cioccolato tassativamente fondente, olio e cereali che sono quello che dicono di essere..e patate..
a volte e troppo spesso mi piacerebbe sapere dove tengo il tasto reset. indipendentemente da tutto, resto sovrappensiero nel sogno della mia parentesi senza compromessi, sofisticazioni e scadenze, in cui il minimo indispensabile va cercato e poi goduto in tutto il suo retrogusto appagante e spiccato di sudore.